Dai nuovi fondi europei andrà significativamente meno per la costruzione di autostrade

Dai nuovi fondi europei andrà significativamente meno per la costruzione di autostrade

Il Ministero per gli investimenti ha pubblicato come verranno distribuiti altri 13 miliardi di fondi europei, di cui la Repubblica slovacca potrà fruire fino all’anno 2030. Più di tutti, 4 miliardi dovranno essere utilizzati per gli investimenti verdi, cosa che dipende anche dalla guerra in Ucraina. Un pacchetto consistente di finanziamenti verrà per esempio utilizzato al rinnovamento energetico delle abitazioni.

Al contrario, per la costruzione di strade ed autostrade verranno destinate meno risorse rispetto al passato. Per le infrastrutture sono stati allocati 2 miliardi, anziché 3,3 miliardi. Dovrebbe trattarsi, per esempio, del completamento dell’autostrada D3 di Kysucke verso la Polonia e della D1 nel segmento Turany – Hubová.

In confronto all’attuale settennio in chiusura, la Slovacchia riceverà 1,4 miliardi di fondi europei in meno. Nel fondo di coesione, che è la principale fonte di finanziamento delle autostrade, ci sarà solo il 60% delle risorse attuali.

Nel nuovo periodo i fondi europei saranno diretti in cinque settori:

  • Slovacchia più competitiva ed intelligente: 1,89 miliardi di euro
  • Slovacchia più verde: 4,23 miliardi di euro
  • Slovacchia meglio collegata: 2 miliardi di euro
  • Slovacchia più sociale ed inclusiva: 3,25 miliardi di euro
  • Europa più vicina ai cittadini: 404 milioni di euro

Uno scopo specifico è il Fondo ad una giusta trasformazione: 441 milioni di euro.

Dai nuovi fondi europei sono allocati 1,89 miliardi di euro per i progetti progressisti. Anche nel vecchio periodo programmatico avevamo per questa finalità ricevuto una cifra analoga. Quando però a causa di burocrazia e corruzione non eravamo riusciti a sfruttarli, erano stati reindirizzati alla costruzione di autostrade.

I nuovi fondi europei verranno assegnati secondo regole più snelle che ha introdotto la nuova legge sui contributi dai fondi dell’Unione Europea, che il Parlamento ha approvato nel marzo dello scorso anno.

You May Also Like