La garanzia aggravata per l’IVA non pagata dal grado precedente

La garanzia aggravata per l’IVA non pagata dal grado precedente

Come avevamo già informato in una delle precedenti newsletter, dal 1° gennaio 2022 si amplia l’istituto della garanzia del pagatore IVA. E dunque ogni pagatore IVA in posizione di cliente che versa il pagamento per merce o servizi sul conto corrente bancario del fornitore, che al tempo del versamento non è pubblicato nell’elenco dei conti correnti tenuto dall’Amministrazione finanziaria, si espone al rischio della garanzia per l’imposta non versata dal suo fornitore all’Ufficio imposte. L’Ufficio imposte può quindi con provvedimento comminare al cliente l’obbligo di pagare all’Ufficio imposte l’IVA che il fornitore non ha versato.

Alla luce di tale rischio, sulle merci e servizi ricevuti su cui si applica l’IVA locale, Vi consigliamo quanto segue:

  • con cadenza periodica (e sempre per un nuovo fornitore) effettuare un controllo dei conti correnti bancari confrontandoli con i conti correnti bancari pubblicati sul sito Internet dell’Amministrazione finanziaria;
  • in caso di difformità concernente il conto corrente, trattenere il pagamento nei confronti del fornitore, finché la difformità non sarà stata spiegata, oppure utilizzare il c.d. “split payment”, cioè pagare l’importo dell’imposta direttamente all’Ufficio imposte sul conto corrente specifico tenuto per il fornitore;
  • non sarà indispensabile salvare le prove in forma di cattura immagini (c.d. “print screen”) sulla verifica effettuata dei conti correnti del fornitore, in quanto l’Amministrazione finanziaria nei propri sistemi informatici evidenzia il dato sulla data dell’inizio dell’utilizzo del conto corrente comunicato e quindi anche sulla cessazione dell’utilizzo di tale conto corrente.

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