La nuova disciplina sulla circolazione in Italia da parte di residente in Italia con un veicolo a motore immatricolato all’estero

La nuova disciplina sulla circolazione in Italia da parte di residente in Italia con un veicolo a motore immatricolato all’estero

Dopo la sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea del 16/12/2021 nella causa C-274/20, il legislatore italiano è nuovamente intervenuto con la legge 23 dicembre 2021, n. 238 G.U., per modificare alcune norme del Codice della strada italiano, in particolare quelle relative alla circolazione in Italia da parte di un residente in Italia con un veicolo a motore immatricolato all’estero. La riforma è assai ampia e tocca vari aspetti, ma ciò di cui maggiormente interessa informare in questa sede è:

  • L’istituzione presso il sistema informativo del P.R.A. di un elenco dei veicoli immatricolati all’estero per i quali è richiesta la registrazione;
  • L’obbligo di custodire, a bordo di veicoli a motore immatricolati in uno Stato estero, un documento, sottoscritto con data certa dall’intestatario, dal quale risultino il titolo e la durata della disponibilità del veicolo condotto sul territorio nazionale italiano da un soggetto avente residenza anagrafica in Italia non coincidente con l’intestatario del veicolo stesso (vengono quindi meno diversi limiti, tra cui la necessità dell’intestazione del veicolo a un’impresa costituita in un altro Stato membro dell’UE, ovvero del titolo di concessione che poteva essere solo il leasing, la locazione senza conducente o il comodato a un dipendente o a un collaboratore dell’impresa intestataria del veicolo);
  • Quando la disponibilità del veicolo da parte di persona fisica o giuridica residente o avente sede in Italia supera un periodo di trenta giorni, anche non continuativi, nell’anno solare, il titolo e la durata della disponibilità devono essere registrati, a cura dell’utilizzatore, nell’elenco dei veicoli immatricolati all’estero di cui sopra;
  • Dopo la prima registrazione nell’elenco dei veicoli immatricolati all’estero, ogni successiva variazione della disponibilità del veicolo registrato deve essere annotata entro tre giorni a cura di chiunque cede la disponibilità del veicolo stesso;
  • Sono previste differenti sanzioni pecuniarie al proprietario del veicolo a motore immatricolato all’estero che circoli in Italia condotto da un residente in Italia senza il documento che ne attesta disponibilità o senza l’adempimento dell’obbligo di registrazione (da 400 a 1.600 euro), al conducente del veicolo a motore che non sia munito di documento che ne attesta la disponibilità (da 250 a 1.000 euro) ed al conducente del veicolo a motore che non abbia provveduto all’obbligo di registrazione (da 712 a 3.558 euro);
  • Tra le altre sanzioni applicabili in caso di inosservanza della normativa quivi illustrata segnaliamo quelle più significative, quali sono il ritiro della carta di circolazione, il fermo amministrativo, il trasporto e deposito del veicolo a motore in luogo non soggetto a pubblico passaggio, l’eventuale obbligo di reimmatricolazione in Italia o di lasciare, previa autorizzazione dell’organo accertatore, per la via più breve il territorio dello Stato italiana;
  • Ai veicoli immatricolati all’estero si applica il Codice della strada italiano al pari dei veicoli immatricolati in Italia, per tutto il tempo in cui risultano registrati nell’elenco dei veicoli immatricolati all’estero.

Per chi non abbia ancora provveduto, consigliamo di conformarsi quanto prima possibile alle nuove regole quivi illustrate, eventualmente di rivolgersi a un professionista esporto in materia, anche per la definizione della propria situazione concreta, che la presente informativa non può ovviamente approfondire.

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