La riforma del Codice del lavoro – l’occupazione di dipendenti con handicap

La riforma del Codice del lavoro – l’occupazione di dipendenti con handicap

In data 1 aprila 2022 entrerà in vigore la riforma del Codice del lavoro che si è fissata l’obbiettivo di migliorare la posizione di persona gravemente handicappate sul mercato del lavoro.

Il Codice del lavoro impone al datore l’obbligo di richiedere il consenso dall’ufficio del lavoro, qualora intenda cessare con licenziamento un rapporto di lavoro con una persona handicappata. L’ufficio del lavoro ha attualmente per esprimersi il termine generico secondo il codice amministrativo, che rappresenta 30 giorni.

Secondo i promotori della legge, la prassi ha mostrato che lo stato attuale in realtà non fornisce tutela contro il licenziamento, ma prima della costituzione del rapporto di lavoro dei nuovi dipendenti handicappati. L’intenzione era di proteggere, ma in realtà si è limitato l’ingresso delle persone handicappate nel mercato del lavoro, perché i datori di lavoro per questo termine di 30 giorni perdevano motivazione nell’assumere una persona handicappata in un rapporto di lavoro. Una tutela così impostata pare quindi essere un aggravio eccessivo per il potenziale datore di lavoro.

Lo scopo della riforma di legge è pertanto migliorare le condizioni delle persone handicappate sul mercato del lavoro ed aumentare la loro competitività. Il termine di 30 per il rilascio del consenso da parte dell’ufficio del lavoro dovrebbe accorciarsi a sette giorni ed il Codice del lavoro assumerà la posizione di “lex specialis”. Se l’ufficio del lavoro non si esprimerà nel termine di sette giorni, per il datore di lavoro significherà automaticamente consenso.

La commissaria per le persone handicappate Zuzana Stavrovská ha tuttavia a metà febbraio presentato alla Presidentessa della Repubblica slovacca Zuzana Čaputová una domanda di valutazione la riforma approvata. Le chiede di riconsiderare la promulgazione della riforma. Secondo l’opinione della commissaria è dubbio se con l’abbreviamento del termine saranno sufficientemente tutelati i diritti delle persone handicappate o se al contrario le danneggerà.

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