Modifiche nelle assunzioni stagionali

Modifiche nelle assunzioni stagionali

In data 1° gennaio 2023 entrerà in vigore la riforma del Codice del lavoro, di cui parte è anche la riforma della legge sulla previdenza sociale ed è stato introdotto il nuovo istituto del lavoro stagionale. L’obbiettivo della riforma è di semplificare l’occupazione e di ridurre le spese salariali dei datori di lavoro che occupano persone per determinati lavori stagionali in settori definiti dell’economica (agricoltura, turismo, alimentari, silvicoltura).

La riforma apporterà l’esenzione dal pagamento dei contributi di anzianità e dei contributi di disoccupazione, in forma di componente scomputabile nello svolgimento di lavoro stagionale, nell’importo previsto secondo la legge sulla previdenza sociale. Tuttavia, i dipendenti stagionali continueranno a versare i contributi di malattia e di invalidità ed il datore di lavoro verserà anche i contributi infortunistici, di garanzia e nel fondo di riserva di solidarietà.

Alla luce di questa esenzione, per il periodo durante il quale non si verseranno i contributi, al lavoratore stagionale non sorgerà il diritto al prepensionamento, alla pensione di vecchiaia ed alle correlate pensioni di superstiti, né alle indennità di disoccupazione.

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