Modifiche sui benefit in natura

Modifiche sui benefit in natura

Il benefit in natura fino all’importo di 500 euro all’anno per il dipendente può essere da quest’anno contabilizzato dal datore di lavoro come spesa non deducibile (esentato da tassazione e da contributi correlati).

Il datore di lavoro può nella prassi concedere varie tipologie di benefit in natura – vitamine, regali di anniversario o di nascita di bambino, massaggi, buoni regalo, sistema di caffetteria, biglietti d’ingresso, pagamento dell’assicurazione antinfortunistica, fornitura di telefono aziendale a uso promiscuo, e simili.

Il datore di lavoro contabilizza le spese per questi benefit come spesa non deducibile sulla base di scontrini o fatture. Dopo il superamento del valore di 500 euro si tassa per il dipendente solo la somma eccedente questa soglia.

Affinché il reddito in natura possa essere esente da tassazione, devono essere soddisfatte le seguenti condizioni:

  • si tratta di reddito da lavoro dipendente secondo la legge sull’imposta sui redditi, che deve avere carattere non pecuniario;
  • non si tratta di prestazione soggetta ad imposta secondo il § 5 commi 5 e 6 della legge sull’imposta sui redditi;
  • non si tratta di prestazioni in natura esenti da imposta secondo altre disposizioni della legge sull’imposta sui redditi (per esempio, una vincita di gioco, la provvista del trasporto);
  • la prestazione in natura è dal lato del datore di lavoro una spesa non deducibile e non è erogata al dipendente dalle risorse del fondo sociale;
  • non eccede l’importo complessivo di 500 euro da tutti i datori di lavoro nell’anno.

Se il datore di lavoro intendesse riconoscere le spese per la concessione di benefit in natura come spesa deducibile, allora la concessione del benefit in natura deve essere disciplinata nel contratto di lavoro o in altro contratto analogo, nel contratto collettivo o in un regolamento interno del datore di lavoro, e contestualmente tale benefit in natura deve essere tassato da parte del dipendente, inclusi i contributi all’Istituto di previdenza sociale ed all’ente di assicurazione sanitaria.

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