Notifica Whistle blowing

Notifica Whistle blowing

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Egregio cliente,
in data 1/1/2015 è entrato in vigore un nuovo decreto legislativo (n. 307/2014 G.U.) che è finalizzato a denunciare le attività anti-sociali (il cosiddetto “whistleblower protection act”). Tali attività sono definite nella legge stessa; si tratta, ad esempio, di truffe negli appalti pubblici, corruzione o alcuni reati contro l’economia pubblica e delitti contro la pubblica amministrazione che minacciano gli interessi pubblici.
I doveri che scaturiscono d
alla legge riguardano soprattutto i datori di lavoro che hanno alle proprie dipendenze almeno 50 lavoratori subordinati. Su tali datori di lavoro grava l’obbligo di introdurre un sistema interno per risoluzione delle richieste di intervento da parte dei dipendenti, da adempiere non oltre 6 mesi dall’entrata in vigore di questa legge, cioè entro il 30.06.2015. Detti dipendenti potranno formulare “richiesta di intervento“ (che potrà essere anche anonima!), per effetto della quale danno notizia di condotte illecite del datore di lavoro, o dei colleghi, delle quali sono venuti a conoscenza durante lo svolgimento del lavoro. Il datore di lavoro è obbligato a nominare una persona responsabile, che può – ma non necessariamente deve – essere uno dei dipendenti, al quale gli altri dipendenti possono indirizzare le proprie richieste di intervento. È importante che questa persona sia subordinata soltanto e direttamente al rappresentante legale dell’impresa del datore di lavoro. Il datore di lavoro dovrà altresì provvedere affinché sia possibile presentare richiesta di intervento per 24 ore al giorno, cioè si presume che venga creato un servizio web adibito a questo scopo, oppure un altro sistema che provveda a rendere effettiva questa funzione.
Ciascun denunciante è soggetto a tutela, la cui estensione è determinata dalla legge. Ad esempio, il datore di lavoro potrà eseguire certi atti nei confronti del dipendente – denunciante solo con il consenso dell’Ispettorato di lavoro! L’atto eseguito senza tale consenso è invalido. Inoltre, il dipendente che ha presentato la richiesta di intervento e nei conforti del quale il datore di lavoro ha esercitato un atto del diritto di lavoro (in rivalsa), potrà chiedere all’Ispettorato del lavoro di imporre una sospensione dell’efficacia di tale atto. Con tale richiesta si sospenderà l’efficacia dell’atto per 14 giorni ed in questo periodo il dipendente sarà invitato a presentare ricorso per ottenere un provvedimento cautelare.
Il dipendente che ha presentato una richiesta di intervento il cui successivo evolversi ha permesso l’accertamento di una condotta illecita del datore di lavoro, nel senso che è stata emessa una decisione passata in giudicato sull’esistenza di un delitto contro la pubblica amministrazione, potrà chiedere un compenso direttamente al Ministero della Giustizia della Repubblica Slovacca.
Uno dei doveri che il datore di lavoro è tenuto ad osservare (nell’ambito delle creazione del sistema interno per la risoluzione delle richieste di intervento) è l’approvazione di un regolamento interno, che deve contenere i dettagli relativi a:
a) la presentazione delle richieste di intervento,
b) il controllo delle richieste di intervento e l’autorizzazione della persona responsabile per il controllo delle richieste di intervento,
c) il mantenimento della riservatezza sull’identità della persona che ha presentato la richiesta di intervento,
d) il sistema di pubblicità delle richieste di intervento,
e) il modo di conoscenza della persona che ha presentato la richiesta di intervento con il risultato delle indagini,
f) il modo di elaborazione dei dati personali indicati nella richiesta di intervento.
In caso di mancato adempimento degli obblighi sopra indicati, l’Ispettorato del lavoro potrà infliggere una sanzione pecuniaria di ammontare fino a 20.000,00 EURO.
Ci rendiamo disponibili per darVi tutto il supporto giuridico che serve per preparare il regolamento interno e per assicurare l’adempimento di altri doveri stabiliti dalla sopra menzionata legge.
Siamo altresì a Vostra disposizione per rispondere a qualsiasi ulteriore domanda al riguardo.

 

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